ieri pomeriggio ho scaricato mio figlio in palestra, mi sono intrattenuta il minimo sindacale con il di lui allenatore che non sembra più charmant, anzi appesantito ed invecchiato e mi sono precipitata dal parrucchiere.
Piega e taglio.
Ero bella con l'abitino turchese.
La dieta mi ha asciugata e mi ha restituito l'allure dei miei trent'anni ( lo so ero bellissima).
questa notte sono arrivata tardi a riposare, come la principessa del pisello con una montagna di cuscini di piuma, per non stropicciare i capelli.
A metà notte ho sentito borbottare, mio figlio, che gira i letti aveva scelto di piazzarsi al mio fianco, con discrezione, vista la sua non più tenera età...ma io lo adoro e questa mattina anche se non mi ronfava appiccicato come nei tempi passati, ho sentito quella stessa tranquilità che mi trasmette la sua presenza, i suoi ciuffi biondi e quegli occhi da gatto randagio.
ero radiosa, prima di uscire mi sono infilata il mio abitino a trapezio, non mi sono truccata mè profumata. avevo solo gli orecchini e loro, i miei gioielli. Ero disinibitamente persa nella quotidianità, quando ho aperto la porta ed il fato beffardo lo ha messo sulla mia traiettoria: è una soddisfazione per il mio ego lasciarmi ammirare. Dovrei sempre essere così, essere trapassata da quegli sguardi che soppesano la taglia delle scarpe, la lunghezza dal femore alla caviglia, il colore dei capelli, insomma tutto, davvero tutto e poi avviano la comparazione con altre signore, magari la sua.Certo i miei figli, soppesavano ogmi mia sillaba, ma sanno bene che come in Shark Tale la mia vita segue questa gerarchia: loro due, loro padre, la mia professione, il resto della realtà, non fosse che io sono spudoratamente ambiziosa e vanitosa.
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