giovedì 3 gennaio 2013

Ricordando Barbara

è stato doveroso cambiare il titolo.
da due mesi non tocco più cioccolato. non credevo di farcela ma è diventato un puntiglio.
è stato relativamente facile: ogni volta che me ne offrono, lo metto nel carrello quando faccio la spesa, so che c'è ma al tempo stesso so bene che non lo mangerò.
ne ho mangiato così tanto nella mia vita, così tanto da stare male.
mi piace troppo, proprio per questo motivo non ne mangio: sarebbe stato facile spedire un anonimo bigliettino oppure un telegramma, avevo anche l'indirizzo, poi si sono sommati mille motivi e ho ritardato.
salendo le scalette dal prato ho riudito la sua voce quasi stridula: che mi ammoniva, non sta bene avresti dovuto proprio farle le condoglianze...si avrei potuto e avrei voluto, ma mi sembrava un gesto scontato e superfluo.
così ho deciso di fare qualcosa di eclatante, per ricordare una persona che per me non era speciale, ma che certamente lo era e lo è stato per i suoi figli.
così sono senza cioccolato, lo sa mio figlio, lo sa mio marito, neppure insistono. una scatola di cioccolatini natalizi giace incartata in un angolo della mia libreria a giorno (per una volta che ricevo un regalo!), ricordo con distacco le scatole di mini tavolette Lindt variopinte che papà mi portava da Ponte Chiasso, o i cioccolatini Fiat che tanto piacevano a mio nonno, la scorza Majani, o la crema Pernigotti che mamma mi comprava per merenda quando ero gracile.
per questa sera basta così, poi racconterò qualcosa ancora forse

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