mi sono bruciata due volte nello stesso punto...maledetta stufa!
ieri interrogando la bilancia ero incredula 51 e 50 di massa magra...così per fare festa a colazione porcheria: un caffè, spremuta di due arance e una fetta di pane Pema multicereali con marmellata di arancia amara della Coop.
mi sono perfino truccata!
pazzesco.
ce la posso fare, altro che gravidanza come mi minaccia ironico Amil!
la mia vita era troppo zuccherosa. troppo morbida. ma anche scandita da troppe scadenze. dallo stress. mi sono rifugiata nel cioccolato come panacea del mio disagio di vivere, poi ho deciso di prendermi i miei spazi ed i miei tempi.......
venerdì 18 gennaio 2013
giovedì 17 gennaio 2013
such a shame
insomma...sono scontenta di me stessa.
per svariati motivi: in primis per il mio peso. poi per il disordine che impera sovrano nella mia vita.
perchè non sono all'altezza delle mie aspettative: amo i miei figli, sono l'aria che respiro, ma certe volte non mi comporto proprio come Cornelia Scipione.
ho bisogno di conferme, quando arrivano...beh è difficile mantenere i nervi a freno, talvolta l'adrenalina mi avvinghia, mi trascina in qualche languido pensiero, mi distrae dalla quotidianità della mia vita, tutto questo è in fin dei conti piacevole, perchè mi fa sentire viva.
anche se distrarmi costa: lavoro, concentrazione da ritrovare, orecchini persi....c'est la vie.
cosa può essere una vita se non ci fosse l'attimo di frivolezza?
quando potrò rilassarmi di nuovo e crogiolarmi nella vanità delle mie gambe da spilungona?
a quando il prossimo momento di leggerezza?ecco, questo sarà il mio incentivo a partire da ora, come ho ritrovato il mio fulgore con Amplifon, ora ce la farò come l'araba fenice...diventerò un'araba felice!
per svariati motivi: in primis per il mio peso. poi per il disordine che impera sovrano nella mia vita.
perchè non sono all'altezza delle mie aspettative: amo i miei figli, sono l'aria che respiro, ma certe volte non mi comporto proprio come Cornelia Scipione.
ho bisogno di conferme, quando arrivano...beh è difficile mantenere i nervi a freno, talvolta l'adrenalina mi avvinghia, mi trascina in qualche languido pensiero, mi distrae dalla quotidianità della mia vita, tutto questo è in fin dei conti piacevole, perchè mi fa sentire viva.
anche se distrarmi costa: lavoro, concentrazione da ritrovare, orecchini persi....c'est la vie.
cosa può essere una vita se non ci fosse l'attimo di frivolezza?
quando potrò rilassarmi di nuovo e crogiolarmi nella vanità delle mie gambe da spilungona?
a quando il prossimo momento di leggerezza?ecco, questo sarà il mio incentivo a partire da ora, come ho ritrovato il mio fulgore con Amplifon, ora ce la farò come l'araba fenice...diventerò un'araba felice!
lunedì 7 gennaio 2013
prima giornata
sono stati minuti difficili...i miei bambini si adattano con qualche difficoltà a questo cambiamento.
ieri siamo andati a pranzo dai nonni, ma non è stato così fantastico: io mi sono innervosita e loro di conseguenza ne hanno risentito.
ciò che mi ha lasciato sorpresa è stato mio nipote G. che spontaneamente mi ha sorriso e mi ha baciato sulle guance, per essere un adolescente schivo è un trasporto incredibile! probabilmente capisce più degli altri la nostra situazione.
alle 14 ne avevo abbastanza delle sciocchezze che sentivo dire, anzi, mi ero seccata di essere accomodante e ce ne siamo andati.
Non m'interessa cosa abbiano pensato: io valuto ciò che è meglio per i miei figli, li ho portati a casa loro, in un ambiente caldo e familiare e poi siamo andati a vedere bruciare il falò della befana.
inizialmente eravamo un po' titubanti, poi io ho incontrato Sonia, Roberta e la mamma di un compagno di asilo di Ciccio, lui e il bimbo hanno giocato.
Siamo tornati a casa intirizziti dal freddo. Ciccio s'è addormentato sul divano nella stube.
titti ha terminato i compiti e preparato lo zaino.
alle nove erano a letto. Ciccio era tristissimo e c'è voluto parecchio per consolarlo.
ieri siamo andati a pranzo dai nonni, ma non è stato così fantastico: io mi sono innervosita e loro di conseguenza ne hanno risentito.
ciò che mi ha lasciato sorpresa è stato mio nipote G. che spontaneamente mi ha sorriso e mi ha baciato sulle guance, per essere un adolescente schivo è un trasporto incredibile! probabilmente capisce più degli altri la nostra situazione.
alle 14 ne avevo abbastanza delle sciocchezze che sentivo dire, anzi, mi ero seccata di essere accomodante e ce ne siamo andati.
Non m'interessa cosa abbiano pensato: io valuto ciò che è meglio per i miei figli, li ho portati a casa loro, in un ambiente caldo e familiare e poi siamo andati a vedere bruciare il falò della befana.
inizialmente eravamo un po' titubanti, poi io ho incontrato Sonia, Roberta e la mamma di un compagno di asilo di Ciccio, lui e il bimbo hanno giocato.
Siamo tornati a casa intirizziti dal freddo. Ciccio s'è addormentato sul divano nella stube.
titti ha terminato i compiti e preparato lo zaino.
alle nove erano a letto. Ciccio era tristissimo e c'è voluto parecchio per consolarlo.
sabato 5 gennaio 2013
sera della befana---sono io la befana.
in un eccesso di zelo ho rischiato di dare fuoco alla casa. la stufa è davvero pericolosa.
i miei bambini sono stati uomini alla luce del sole e tristi al momento di andare a letto.
non gli è stato d'aiuto il fatto che mio suocero li abbia fatti giocare, che siano stati dal parrucchiere cinese, che li abbia portati a cena dalla nonna e che gli abbia aiutati nel preparare il banchetto per la laida vecchina!
il lettone con il piumone di Brunico è valso a poco.
due mesi saranno lunghissimi.
termina il primo giorno di dieta: non so come andrà a finire: purtroppo in tutti sensi, vorrei essere ottimista.
per la nostra famiglia e la nostra vita, non per la mia dieta!
in un eccesso di zelo ho rischiato di dare fuoco alla casa. la stufa è davvero pericolosa.
i miei bambini sono stati uomini alla luce del sole e tristi al momento di andare a letto.
non gli è stato d'aiuto il fatto che mio suocero li abbia fatti giocare, che siano stati dal parrucchiere cinese, che li abbia portati a cena dalla nonna e che gli abbia aiutati nel preparare il banchetto per la laida vecchina!
il lettone con il piumone di Brunico è valso a poco.
due mesi saranno lunghissimi.
termina il primo giorno di dieta: non so come andrà a finire: purtroppo in tutti sensi, vorrei essere ottimista.
per la nostra famiglia e la nostra vita, non per la mia dieta!
venerdì 4 gennaio 2013
giovedì 3 gennaio 2013
Ricordando Barbara
è stato doveroso cambiare il titolo.
da due mesi non tocco più cioccolato. non credevo di farcela ma è diventato un puntiglio.
è stato relativamente facile: ogni volta che me ne offrono, lo metto nel carrello quando faccio la spesa, so che c'è ma al tempo stesso so bene che non lo mangerò.
ne ho mangiato così tanto nella mia vita, così tanto da stare male.
mi piace troppo, proprio per questo motivo non ne mangio: sarebbe stato facile spedire un anonimo bigliettino oppure un telegramma, avevo anche l'indirizzo, poi si sono sommati mille motivi e ho ritardato.
salendo le scalette dal prato ho riudito la sua voce quasi stridula: che mi ammoniva, non sta bene avresti dovuto proprio farle le condoglianze...si avrei potuto e avrei voluto, ma mi sembrava un gesto scontato e superfluo.
così ho deciso di fare qualcosa di eclatante, per ricordare una persona che per me non era speciale, ma che certamente lo era e lo è stato per i suoi figli.
così sono senza cioccolato, lo sa mio figlio, lo sa mio marito, neppure insistono. una scatola di cioccolatini natalizi giace incartata in un angolo della mia libreria a giorno (per una volta che ricevo un regalo!), ricordo con distacco le scatole di mini tavolette Lindt variopinte che papà mi portava da Ponte Chiasso, o i cioccolatini Fiat che tanto piacevano a mio nonno, la scorza Majani, o la crema Pernigotti che mamma mi comprava per merenda quando ero gracile.
per questa sera basta così, poi racconterò qualcosa ancora forse
da due mesi non tocco più cioccolato. non credevo di farcela ma è diventato un puntiglio.
è stato relativamente facile: ogni volta che me ne offrono, lo metto nel carrello quando faccio la spesa, so che c'è ma al tempo stesso so bene che non lo mangerò.
ne ho mangiato così tanto nella mia vita, così tanto da stare male.
mi piace troppo, proprio per questo motivo non ne mangio: sarebbe stato facile spedire un anonimo bigliettino oppure un telegramma, avevo anche l'indirizzo, poi si sono sommati mille motivi e ho ritardato.
salendo le scalette dal prato ho riudito la sua voce quasi stridula: che mi ammoniva, non sta bene avresti dovuto proprio farle le condoglianze...si avrei potuto e avrei voluto, ma mi sembrava un gesto scontato e superfluo.
così ho deciso di fare qualcosa di eclatante, per ricordare una persona che per me non era speciale, ma che certamente lo era e lo è stato per i suoi figli.
così sono senza cioccolato, lo sa mio figlio, lo sa mio marito, neppure insistono. una scatola di cioccolatini natalizi giace incartata in un angolo della mia libreria a giorno (per una volta che ricevo un regalo!), ricordo con distacco le scatole di mini tavolette Lindt variopinte che papà mi portava da Ponte Chiasso, o i cioccolatini Fiat che tanto piacevano a mio nonno, la scorza Majani, o la crema Pernigotti che mamma mi comprava per merenda quando ero gracile.
per questa sera basta così, poi racconterò qualcosa ancora forse
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