la mia vita era troppo zuccherosa. troppo morbida. ma anche scandita da troppe scadenze. dallo stress. mi sono rifugiata nel cioccolato come panacea del mio disagio di vivere, poi ho deciso di prendermi i miei spazi ed i miei tempi.......
lunedì 10 settembre 2012
la tenacia
giornate terribili.
riprendere a lavorare dopo un mese di vacanza (ok molto meno) è faticoso.
ci si deve riorganizzare, si deve riaderire alle abitudini ed alle procedure: rientrare nei ranghi o anche tornare al consueto tran-tran.
così in lotta con le angosce di madre, i sensi di colpa, gli impegni professionali, le formiche che girovagano sul pavimento in cucina,si riesce ad alzarsi alle 6 e quaranta, bere ancora un caffè (stragaleotto fu il caffè freddo da Marchini) con l'ex strafigo della biblioteca (il quale è stata causa delle mie sciagure dell'ultimo ventennio), caricare gli f24 in scadenza per il prossimo lunedì, a portare un pargolo alla scuola d'infanzia e a strappare un timbretto più del dovuto....ma ma...
tutto è ingarbugliato, l'altro pargolo recalcitra.
il peggioe da gestire: mamma quando andiamo via? zitto, sono al telefono. mamma? mamma? zitto mi distrai.
affronto pure il pranzo con i pargoli.
ore 14. squilla il telefono. scendo trafelata le scale. rispondo " Siii?" "Eon energia signora..." faccio la simpatica "ah Eon energia che perfetto tempismo con l'orario...." "si signora ....tu tu tu!" non hanno apprezzato il mio sarcasmo. hanno riagganciato. ahhh quelli della mia generazione hanno una marcia in più....i nuovi precari sono troppo precari, non hanno verve
martedì 21 agosto 2012
sono tornata. fa caldo. io ho le braccia come un lottatore di sumo.
devo stare attenta anche a ciò che respiro...figuriamoci mangiare, eppure mi sembrava di essere stata attenta, invece non lo sono stata abbastanza.
ad una donna non si scusa nulla, puoi essere intelligente quanto vuoi, ma devi per forza essere bella, altrimenti non c'è spazio per te, quello spazio nella società lo avrai solo se sarai abbastanza sottile per entrare in quegli infidi vestitelli.
adesso lavoro
giovedì 26 luglio 2012
basta con le ricettine. m'annoiano. non ho tempo.
mi piace invece ascoltare Nove in punto: la versione di Oscar. M'interrogo spesso su quanto mi circonda. questa realtà scomoda che mi costringo ad affrontare.
sono dannatamente italiana, ma dannatamente votata all'Europa.
concordo con Giannino e con Manfre Kolbe: staremmo certamente peggio fuori dall'area euro e i tagli della burocrazia e della politica sono improrogabili.
non si sta poi così tanto malaccio, non fosse altro che per la precarietà.
ma cosa mi differenzia da mia nonna sfollata nel secondo dopoguerra e costretta a vivere sotto le macerie? la mia famiglia aveva vissuto la fame e sono cresciuta con ideali un po' demode: non buttare la pasta se avanza, stare attenta alla luce, arrangiarsi in casa...insomma le doti di una massaia del secondo dopoguerra prima del boom economico, trasfuse dalla nonna alla nipote.
mia nonna era ricca di famiglia e poteva aderire per hobby a certi ideali, io pur essendo un professionista sono decenni che mangio polvere e fango, sono obbligata a farne tesoro.
quindi adesso torno al mio lavoretto e domani mattina di nuovo trafelata verso le destinazioni consuete.
tornando a me: questa sera sono tornata a casa alle 19. ovviamente senza aver toccato cibo da colazione, ma ho terminato la relazione per il Tribunale. Lo chiudano o meno, io intanto devo portare fino in fondo le mie procedure.
Maledetto postino, che oggi ha proprio suonato due volte: a casa e in studio. Speriamo bene!
Lo guardavo occhieggiare come un fiore in mezzo alle altre teste, è più alto, sa di essere bello e si muove con un certo sussiego. Non capivo come mai non si fosse cambiato: poi me lo sono visto al centro del palco, presentare la serata ed invitare il sindaco.
Luce dei miei occhi, sei bello anche se birbantello, spero che questa dote ti faciliterà la vita figlio mio!
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